Articoli e recensioni su HERE'S TO THE ROAD

"It's a great album, mixing twangy guitar with Waterboys-style, folk-rock rousers, and Springsteen influenced piano balladry"
R2 MAGAZINE - UK

"Carugi harnesses the work of his heroes into a style and perspective that is his own".
NO DEPRESSION - USA
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"Chitarre acustiche in bella evidenza e ritmi lenti sono i tratti distintivi di un disco che con la sua melancolia mette in evidenza le forti analogie tra certi paesaggi invernali italiani e la consolante desolazione dei grandi spazi americani."
Jacopo Meille - JAM (Maggio 2012)

"...un esordio significativo e promettente."
Paolo Baiotti - Late for the Sky Blog
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"HERE’S TO THE ROAD è il suo debutto discografico ed è un debutto coi fiocchi. Musica 100% AMERICANA, suonata in maniera impeccabile e cantata da Cesare in un idioma perfetto. Un capolavoro che ha trovato un riscontro di critiche positive a 360 gradi. Tutte le maggiori riviste di settore hanno incensato HERE’S TO THE ROAD e ricoperto di complimenti Carugi. Anche oltreoceano il lavoro di Carugi ha avuto critiche più che positive."
Rho Mauro - Il Tonnuto (n. 126 - Marzo 2012)
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INTERVISTA: "Cesare Carugi ci parla di questi viaggi, degli ospiti e amici incontrati durante il suo cammino di vita e musicale, le sue passioni, le difficoltà giornaliere nel fare musica live, stando lontano dai grandi circuiti e la pigrizia dell'ascoltatore medio:"...manca la curiosità, si parla di musica ma le persone non sono stimolate ad uscire dal guscio, non vedono oltre la punta del loro naso..." -
Enzo Curelli - enzo.curelli blog
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"HERE'S TO THE ROAD è si un omaggio alla strada di Jack London e Jack Kerouac e del rock americano, ma anche e soprattutto un segnale di appartenenza nei confronti di chi, su quella strada, anche da tutt'altre latitudini, ha desiderato e sperato per anni, lasciando bruciare sull'asfalto il proprio romanticismo, ogni piccola gloria, ogni vicissitudine. La strada resta al suo posto, ma da oggi, a percorrerla con noi, c'è un compagno di viaggio in più."
Gianfranco Callieri - BUSCADERO (Febbraio 2012)

"...in this case we have an album that in a blind testing would never be considered Italian, continental or emanating from anywhere else other than the good ole’ USA. Carugi sings as if he was raised on Cheerios, grits and bourbon - he plays all manner of guitars, blows harp and his band mates stroll down the highway with a solid rock strut...[]...Overall a very respectable album."
Paul Kerr - americana-uk.com
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"There Ain't Nothin' Wrong With Goin' Nowhere: filosofia e stile di quest'opera prima del cantautore e chitarrista toscano Cesare Carugi (ma c'era già stato l'ep Open 24 Hours, recensito su queste pagine) sono tutte nel titolo di uno dei brani più riusciti. Un vagabondaggio senza meta nella grande musica Americana, coraggiosamente cantato in inglese, lungo una “road to nowhere” come quella ritratta in copertina."
Pietro Cozzi - Mescalina.it
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“Here's to the Road risplende di alcune piccole perle di rock stradaiolo, fra tempi medi e ballate elettriche che mettono insieme il sound del country rock, la generosità di Tom Petty, la scrittura blue collar e infine un carattere già formato da anni di passione.”
Fabio Cerbone - Roots Highway
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“Non ho esagerato promuovendo Here's To The Road come il migliore italiano (in studio) dell'anno: il disco è una di quelle opere prime che si impongono”
Blue Bottazzi - Blue Bottazzi Beat
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“Cesare Carugi ci sa fare con la scrittura delle canzoni, ha personalità e mette insieme una serie di titoli evocativi che non sentono il bisogno di scimmiottare chicchessia. Canzoni che abitano la terra che sta tra il folk, il rock, il blues ed il country, cantate senza troppa enfasi e circostanza, più che altro interessate a raccontare piccole storie di viaggi, di amori, di letture, di vita, come fosse un diario personale reso pubblico durante una serata particolare”
Mauro Zambellini - Zambo's Place
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"Le sue canzoni sono le stesse che avremmo amato trent'anni fa, magari facendole passare per importanti, per cui che importa se oggi lo saranno solo per quei quattro gatti che avranno tempo per ascoltarle. Ci sono, e sono davvero sulla strada. Questo è il bello"
Nicola Gervasini - Nickname
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"Tra Marina di Cecina ed Austin, in un luogo che non esiste sulla carta geografica... è li che si trova Cesare Carugi, suoni puliti, voce che non tradisce la provenienza nostrana e 11 songs che regalano grandi momenti di musica. Cesare è uno di noi, compagno di cammino nostro e di tutti i musicisti che lo assecondano in questa sua opera prima sulla lunga distanza. Il disco ci porta a percorrere strade musicali conosciute ma non scontate perchè oltre gli echi del passato Cesare aggiunge quel tanto di suo che rende queste 11 canzoni uniche e ci portano a scoprire un Carugi sound che rende l'ascolto veramente interessante, ma veniamo alle 11 tracks!!!"
Lele Guerra - Backstreets
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""Here's to the road" è il disco di un onesto artigiano del country che regala diversi momenti piacevoli".
Valerio Bassan - Rockit
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"Cesare Carugi con Here's To The Road sembra aver acquisito maggiore maturità che gli ha consentito di gestire meglio le sue potenzialità. A dimostrazione di ciò basta ascoltare i tre brani che aprono il disco ovvero l'evocativa Too Late To Leave Montgomery, la trascinante London Rain e la country ballad Blue Dress, che evidenziano molto bene come il suo songwriting sia sempre meno derivativo e maggiormente virato verso la ricerca di una personale cifra stilistica."
Salvatore Esposito - Blogfoolk
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"Un disco dove i temi del viaggio e del tempo guidano le cinematografiche liriche, vero punto di forza di un lavoro con pochi difetti, sospese tra velato romanticismo e fughe di libertà.....Si capisce di aver di fronte uno storyteller di alto livello, dalla pronuncia inglese perfetta ma soprattutto, nel suo genere,uno dei migliori dischi italiani usciti nel 2011"
Enzo Curelli - enzo.curelli
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"It works because he sings his songs in English with a rootsy, country voice and his band sound like they earned their musical spurs traversing the Texas chitlin’ circuit. I imagine American musicians aren’t easy to find in Italy, though Chicago singer-songwriter Michael McDermott is almost resident, and turns up on “Here’s To The Road” to duet with Carugi on one song.
I imagine it’s a stamp of approval that is most welcome for an artist making music so far from the source of his inspiration. It’s well deserved. Songs like the opening track “Too Late to Leave Montgomery” indicate an artist fully in tune with the concepts that underpin much American music: the roads that stretch forever and the local radio stations that provide the soundtrack."
Rob F. - Leicester Bangs
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"Il disco fila via garbato, veloce e senza intoppi. Piacevole all’ascolto. Un disco cantato con voce country e pronuncia perfetta, una “band” che suona come di ritorno da una tournee nel Texas."
Pietro Rotelli - Rockall
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Recensione dell'opening act per Dirk Hamilton del 24/03/2012.
Alberto Facchinetti - Rootshighway
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"Undici tracce che riprendono le radici della musica delle musiche, della sterminata colonna sonora da sempre dolore & alloro per gli spiriti irrefrenabili degli spazi aperti, delle corse fulminanti e senza fiato che hanno illuso, disilluso, favorito e incoraggiato milioni di “hobos sognatori” in un girovagare vero ed irreale tra gasoline point, amori da motel, Thunderbird o Corvette da violentare e bordelli che  odorano di piscio e femmine in calore; un disco viaggiante al massimo ed un’artista armato di chitarra e visioni lunghe che mettono fermento e dolcezza looner qua e la per tutta la tracklist, per tutta l’estensione straordinaria che si prefigge di offrire e che poi offre alla grande."
Max Sannella - L'indipendente
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"Nel complesso un bel disco di rock classico, suonato con stile e ben cantato, che supera l’evidente problema del “già sentito” con una passione sincera e delle liriche davvero interessanti."
Marco Quaroni - Taverna Pinchet blog
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"Here's To The Road sorprende per la maturità della scrittura, che ricorda ma mai ricalca quella dei modelli ai quali questo ragazzo si ispira. Canzoni in un inglese ben scritto e cantato, arrangiamenti anche sofisticati che poggiano molto sulle chitarre acustiche ma che sanno trovare anche, come nella bella Dakota Lights & The Man Who Shot John Lennon, il respiro interessante di certe ballate al pianoforte che i grandi autori U.S.A. spesso si concedono. "
Ermanno Labianca - Route 61 blog
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"“Here’s to the Road”: 11 nuove canzoni, storie di highways sterminate e vicoli, cieli aperti e camere di motel, rabbia e redenzione, santi e demoni. Un rocker come ne sono rimasti pochi, Cesare, classe ’78, Cecinese di nascita ma con l’America nel cuore."
Simone Stefanini - Radio Cage
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